"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"

giovedì 25 aprile 2013

La bandiera Renzi che va col vento


Matteo Renzi prima delle elezioni era l'unico politico di spicco del PD, o quasi, che chiedeva il dialogo con Silvio Berlusconi. Lo aveva pure incontrato più volte. Chiedeva il dialogo anche subito dopo le elezioni quando Bersani gli rispondeva con un forte "no", o fingeva di farlo, e tentava un (finto) dialogo con il Movimento 5 Stelle, dialogo a cui lui, Renzi, è sempre stato molto contrario.
Poi arriva l'elezione del Presidente della Repubblica e Bersani fa marcia indietro e parte già dalla prima votazione con il "dialogo" col PDL: in questo momento Renzi si riscopre di sinistra e accusa Bersani di essere lui il vero inciucista che vuole l'accordo con Berlusconi. Franco Marini fallisce come candidato, affossato dai franchi tiratori interni del PD stesso, e Renzi propone Romano Prodi in chiave anti-Berlusconiana ma poi lo affossa, (probabilmente) insieme a Massimo D'Alema, e torna ad invocare il governo di unità nazionale (indovinate con chi!) con Berlusconi (credo ci foste arrivati da soli ormai).
Re Giorgio Napolitano II, nel frattempo arrivato al bis, deve scegliere un premier ed il nome di Renzi viene fatto più volte. Alla fine però viene scelto Enrico Letta, nipote di Gianni.
Tornando a Renzi, che avevamo lasciato a chiedere il governo con Berlusconi, lo ritroviamo appena messo da parte per il governo e relegato nuovamente al solo compito di sindaco (per cui è pure pagato). Quindi, per rispettare il suo andamento a zig-zag, adesso toccava cambiare nuovamente lato e fare l'anti-Berlusconiano, giusto? Però stavolta si fa più furbo, non è lui che non vuole più Berlusconi, è Berlusconi che ha messo un veto su di lui: non lo voleva al governo. Passando per l'ennesima volta dall'anti-B al pro-B e viceversa.
La domanda sorge spontanea: quando "il Rottamatore" cambierà di nuovo campo? La risposta mi giunge altrettanto spontanea: probabilmente alla prossima folata di vento. Eolo permettendo.

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