"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"

mercoledì 3 aprile 2013

Entrare in pizzeria ed ordinare un kebab



Chiedere al Movimento 5 Stelle di fare le alleanze con i partiti è come entrare in pizzeria ed ordinare un kebab, ben sapendo che in quel posto i kebab non li fanno proprio. Anzi sull'insegna fuori, prima d'entrare, c'è pure scritto bello grosso "Qui non facciamo Kebab" ma nonostante questo l'elettore-cliente pretende di avere un kebab, si arrabbia con il cameriere-attivista che non vuole riferire l'ordinazione e pretende di parlare col cuoco-deputato, sgridandolo perché non ha intenzione di cambiare idea.
Il problema è che in questa pizzeria i kebab non piacciono, non li hanno mai fatti, non li fanno e non hanno intenzione di farli in futuro. Così in seguito, per placare tutti i dubbi, la pizzeria oltre alla scritta suddetta, aggiunge un altro cartello, sulla porta, così tutti lo vedranno di certo evitando equivoci: "si ricorda alla clientela che qui non si servono Kebab".
Si scatena un putiferio. Tutte le persone che passano insultano i dipendenti del locale e pure gli altri clienti, li accusano di razzismo contro i kebabbari. Loro si difendono dicendo che una pizzeria è una pizzeria, l'hanno sempre detto e che nessuno è costretto a mangiare da loro. Per il kebab si vada da un'altra parte.
La cosa comica è che la maggior parte degli insulti ricevuti arrivano da gente che in quella pizzeria non c'è mai andata a mangiare e che forse non aveva neanche intenzione di farlo.
Buon appetito.

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