"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"

sabato 20 aprile 2013

La guerra atomica del PD


Il PD si è autodistrutto e prima di morire si porterà con sé il paese.
All'interno del PD non vi sono problemi, incomprensioni o idee diverse, è in corso una vera e propria guerra interna nella cui le varie fazioni e dinastie si fronteggiano. Per cosa poi? Per la vittoria? Ma neanche per sogno, ormai tutti hanno capito che sono finiti, il punto adesso è portare con sé all'inferno più nemici possibili. Il problema però qui è uno solo e cioè che per quelli del PD i nemici non sono Berlusconi & Co., manco per idea, per loro i nemici sono i compagni di partito, l'uomo che venti anni fa non gli ha dato il posto di governo, quello che non ha appoggiato la sua candidatura alla commissione una decade fa.
Così Massimo D'Alema lancia i suoi squadroni da caccia contro il nemico Romano Prodi silurandolo, Matteo Renzi bombarda da giorni Pierluigi Bersani fino a, finalmente ieri sera, riuscire a raderlo al suolo, Rosy Bindi scappa allontanandosi dal segretario che aveva finora difeso mentre gli altri pddini si scannano tra loro sparandosi addosso insulti a raffica, nella testata tradizione del "chi piglio piglio".
Eppure pochi giorni fa a Servizio Pubblico Lucia Annunziata ci aveva avvertito e aveva anticipato tutto: "all'interno del PD c'è una profezia che dice che il partito morirà con una guerra nucleare tra D'Alema e Prodi".
Beh, questa guerra c'è appena stata, è andata in scena alla quarta votazione per le elezioni del Presidente della Repubblica Italiana. Ha visto 101 traditori del PD prima applaudire alla candidatura del professore e poi impallinarlo nel segreto dell'urna. La bomba nucleare è esplosa con una potenza devastante e ha mandato in frantumi il Partito Democratico ma non solo, insieme a quest'ultimo ha distrutto l'ultimo briciolo di dignità della sinistra italiana, ha cristallizzato nel ridicolo l'elezione del capo dello stato e ha ucciso le speranze di almeno 10 milioni di elettori che nel PD, incomprensibilmente, credevano ancora, lasciando solo le macerie di quello che una volta era il più grande partito italiano.
La bomba atomica è esplosa, e ne abbiamo sentito tutti il boato, ma stavolta il Movimento 5 Stelle non c'entra nulla, sono riusciti a fare tutto da soli.
BOOM

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