"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"
sabato 11 maggio 2013
E i "traditori" vennero resuscitati
Prima c'erano i 20 traditori del Movimento 5 Stelle pronti a votare la fiducia a Bersani. Li ricordate? Chi li ha mai visti? Non si è mai saputo di chi si trattasse, mai neanche fotografati da lontano. Poi ci furono gli "almeno 40" traditori pronti a votare Prodi come Presidente della Repubblica. Risultato? Rodotà prese tutti i voti del M5S e a Prodi ne mancarono 101 dal PD stesso.
Però non contenta di questi fallimenti, ecco che la stampa italiana, libera e indipendente, ci ritenta. Forse per loro, i giornalisti, è troppo difficile immaginare che ci possa essere qualcuno coerente con le promesse fatte in campagna elettorale, o forse semplicemente amano fare brutte figure, ma tant'è: a grande richiesta ritornano i TRADITORI del Movimento 5 Stelle, applausi scroscianti.
Stavolta secondo questo articolo de La Stampa sarebbero almeno in 30, avranno fatto la media tra i 20 iniziali e i 40 di Prodi, chissà. Sono pronti a fare una costola indipendente del M5S e starebbero organizzando una riunione segreta per contarsi.
La cosa potrebbe anche essere credibile se non fosse per il piccolo particolare che smaschera ogni volta le notizie di questo stampo: la mancanza di nomi. Se notate bene, l'articolo cita sempre i deputati 5 stelle tranne una volta: le dichiarazioni di questo presunto ribelle. Dice che all'incontro con Grillo Riccardo Nuti annuiva, che Francesco Campanella addirittura ci si scontra e che Alessandro Di Battista prima si dice favorevole, poi contrario. Il punto è che i nomi ci sono, quindi qualcuno di loro potrà smentire oppure confermare il tutto. Invece quando si cita il furibondo deputato che paventa la scissione i riferimenti a lui sono: "Il deputato Cinque Stelle è evidentemente nervoso", "Fuma ossessivamente nel cortile di Montecitorio mentre compulsa l'Ipad che restituisce le ultime esternazioni di Grillo", "Gli suona il telefono. E' un collega del Sud Italia. Il dialogo dura venti minuti" e il gran finale "Fissano un incontro assieme a un drappello di riottosi per la prossima settimana. E' arrivato il momento di contarsi".
La domanda sorge spontanea, perché di tutti si fanno nomi e cognomi e di questo presunto traditore non si conosce niente a parte che fuma, ha l'ipad e sa usare il telefonino? La risposta è altrettanto spontanea: sarà che non esiste ed è stato inventato di sana pianta? Alla fine non fare nomi è il modo migliore per insinuare il dubbio. Non facendo nomi nessuno può smentire l'accaduto e il dubbio si infiltrerà tra le menti di tutti che inizieranno a pensare: "non sarà mica che il mio compagno di banco cospira contro il Movimento?".
Ci sono problemi all'interno dei 5 stelle come ovunque, e ci saranno sempre, ma a me le vicissitudini della vita hanno insegnato che i problemi con la volontà e la calma si risolvono sempre, basta ragionarci su un poco. Noi siamo contenti di tenerci gente con idee diverse, i traditori li lasciamo agli altri.
Saluti.
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bravo,
RispondiEliminanon ho letto l'articolo ma scommetto che è di Malaguti, non sarebbe la prima volta che si inventa notizie per screditare, dividere e instillare il dubbio.
Bingo, Andrea Malaguti!
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