"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"

martedì 24 settembre 2013

Italia terra bruciata


Hanno venduto la Telecom. Dopo tante altre aziende italiane. Lo chiamano mercato, io la chiamo strategia di guerra.

Mi chiedo infatti se la tattica di questi "grandi manager" italiani non sia la stessa che i Russi usarono contro Napoleone Bonaparte.
Questi manager dei colossi sono tutti legatissimi ai partiti e sanno che quest'ultimi a presto spariranno e loro, i manager, non potranno più fare i loro porci comodi con le aziende italiane a partecipazione statale, o ex-tali. Allora, proprio come i Russi contro i Francesi, indietreggiano e lasciano terra bruciata. Vendono tutto all'estero, insaccando i contanti e lasciano ai futuri governanti italiani solo le macerie.

Poi però in un paese alla fame la colpa andrà al governo (del futuro) e quindi a quelli che proprio colpa non hanno. Quindi l'importante è non farsi fottere dall'inverno, come i Francesi, per l'appunto.

sabato 7 settembre 2013

Haters gonna Hate: l'italiano deve odiare.

Haters gonna Hate, tradotto: gli odiatori (di professione) devono odiare (più o meno).
Nel nostro caso: gli italiani devono odiare, qualcosa, qualcuno, sempre. Non tutti, ma una larga parte. Si potrebbero fare mille esempi, ma ne farò due: la politica e il calcio. Pensateci, l'italiano tifoso di calcio non tifa quasi mai a favore, almeno non solo, tifa contro. Lo Juventino, tifa contro il Milan, l'Inter, il Napoli ecc... il Milanista altrettanto. Gli altri non sono da meno. In politica funziona uguale. Il votante PD(menoL) non vuole che il suo partito faccia qualcosa di buono, che gli frega, vuole che gli altri falliscano. Così come quelli del PDL.

È così che spiego io l'improvviso odio che ha scatenato il Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita, non ci sarebbero altre ragioni logiche. Il Movimento 5 Stelle non prende soldi pubblici, non ha criminali tra le sue fila, non ha mai governato, non ha mai gestito male qualcosa di pubblico, e intanto è odiatissimo da parte della popolazione. Mi sono chiesto per mesi perché. Forse adesso l'ho capito: è una reazione di protezione egoistica.

Tutti gli italiani, oltre ad odiare tutti, sono abituati a lamentarsi sempre di tutto. Fin quando erano però tutti a lamentarsi e nessuno ad agire la cosa poteva anche andare bene, poi però la tragedia: qualcuno si stufa di parlare solamente e decide di agire. È il panico. L'italiano medio si sente come declassato, passa da italiano medio a italiano nullafacente. Gli altri agiscono mentre lui ancora sta lì a lamentarsi solamente e fare lo spettatore. Non lo può accettare.
Le opzioni a quel punto sarebbero due, dimostrare che non sei inutile come persona iniziando ad agire anche tu (opzione dispendiosa) o denigrare chi agisce così da dimostrare che sono peggio degli altri e pulirsi la coscienza (opzione facile). E così gran parte del popolo italico troppo pigro per fare qualcosa decide che è più facile attaccare chi qualcosa ha tentato di farla, magari anche sbagliando qualcosa.

Altrimenti non avrebbe senso attaccare la classe politica per anni e poi quando arriva qualcuno a combatterla correre in sua difesa contro i tuoi concittadini. Giusto, no?

giovedì 18 luglio 2013

L'educazione prima di tutto

Così rispondono i frustrati PDini quando gli fai notare che il "caso Calderoli" è una cavolata e per il caso "Kazakistan" il PD sta difendendo il PDL:
e anche


Complimenti a Rassegnaziones (@rassegnaziones) per l'educazione. Scusata tua madre perché sei venuto cretino.
Auguri.

lunedì 1 luglio 2013

La ri-rivoluzione d'Egitto


In Egitto c'è la rivoluzione, di nuovo. Eh sì, perché se le rivoluzioni sono così istantanee, improvvise e non preparate, poi si finisce per farle male. Voglio dire, una rivoluzione deve essere consistente, preparata e con basi solide. Se no poi si finisce come in Egitto, appunto, dove un anno prima ci sono morti e scontri per cacciare un regime che in parte si ricicla nella rivolta finendo per tornare al potere sotto mentite spoglie e poi, un'anno dopo, ti ritrovi di nuovo le persone nelle stesse piazze, a fare gli stessi scontri, a morire di nuovo(!) per cacciare via il vecchio-barra-(finto)-nuovo regime dal potere. In Italia la rivoluzione sarà anche più lenta, ma sarà radicata, sveglierà le coscienze e muterà la società e le istituzioni dalle fondamenta. Magari stiamo andando molto piano, ma andremo sani e lontano, come dice il detto.

martedì 11 giugno 2013

Collisioni tra stelle


La Gambaro, senatrice a 5 stelle, dà di testa e attacca Grillo, fondatore del movimento. I big dello stesso, astri nascenti della politica, scendono subito in campo, dichiarano solidarietà a Beppe e si scontrano con la Gambaro che definiscono
"in malafede" senza concederle il beneficio del dubbio (che se lo aspettassero?), Grillo che scrive subito un post e le chiede di andarsene. In due parole: la guerra.
Scontri tra stelle, all'interno della più ampia guerra intestina al Movimento 5 Stelle in parlamento tra  "ortodossi" e "dissidenti" (o come dico io io tra 5stelle veri e opportunisti). Guerra che molti si aspettavano, molti auspicavano e molti di più temevano. Io sono sia nella prima che nella seconda categoria. Le elezioni sono finite, almeno per un bel po', ed è ora il momento giusto per fare polizia di infiltrati, di cacciare tutte quei "dissidenti" che non credono al progetto a 5 stelle e il cui unico scopo è fuggire con la cassa. 
Io leggo l'ultimo messaggio di Grillo come un dichiarato tentativo di creare il casus belli per far saltare il tappo e cacciare tutti i dissidenti ed, in questo senso, i big che si sono subito schierati con lui l'hanno fatto perché sapevano che sarebbe arrivato il momento. La mia idea è che dobbiamo fare pulizia subito, ora o mai più. Se aspettiamo troppo, questi infiltrati usciranno lentamente, creando ogni volta la stessa polemica, oppure peggio ancora, il giorno prima delle prossime elezioni, distruggendo il risultato. 
Togliendoceli dai piedi tutti ora invece, ci attireremo sicuro le critiche comuni di tutto il resto d'Italia (come sempre, quindi non cambia niente), ma poi ci ritroveremmo con un movimento solido e compatto, pronto ad andare avanti per la sua strada, portare avanti il progetto, e combattere per il futuro. Meglio un uovo oggi, che una gallina domani.
Tremate!

venerdì 7 giugno 2013

Il vincolo cieco



Supponiamo per un momento che io venga eletto in parlamento e che i miei voti siano arrivati in massa dall'Associazione Buddisti Italiani. Adesso supponiamo che io arrivi in parlamento, ne segue che dunque io sarei lì come rappresentanza dei Buddisti Italiani e solo quelli. Supponiamo infine che arrivato in parlamento io cambi idea, faccia un annuncio e dica "signori, mi sono sbagliato, mi converto al cristianesimo": a quel punto ho il diritto di rimanere al mio posto in parlamento?
La costituzione dice di sì, escludendo il vincolo di mandato. La logica dice di no, chiedendone l'inserimento.
Mi spiego.
Io sono stato votato da tutti i Buddisti che hanno scelto me come unico loro rappresentante. Se io all'improvviso cambio religione, non potrò più rappresentare le loro istanze, ma quelle dei cristiani. In questo modo tutti i buddisti italiani sarebbero tagliati fuori dalla democrazia, senza rappresentanza e senza diritto di parola, nonostante fossero andati a votare e avessero eletto un loro rappresentante.
Come si può allora cambiare idea una volta in parlamento senza subirne conseguenze? Cambiando casacca un parlamentare toglie il diritto di essere rappresentati a tutta quella fetta di popolazione che aveva creduto in lui e questo non è democratico, è un vicolo cieco della democrazia, anzi un vincolo cieco.
Tremate!


giovedì 6 giugno 2013

Qualche consiglio agli scissionisti


Sento sempre molto parlare di dissidenti pronti a lasciare, il numero cambia sempre e finora non si sono visti. Io non so se queste entità siano esseri mitologici partoriti dalla fantasia dei giornalisti o se esistano realmente fatto sta che vorrei dir loro qualche parola.


  1. PD e PDL per noi del movimento sono la stessa cosa. Non si vota la fiducia a nessuno, non ci si allea con nessuno. E no, non vale la scusa "lo facciamo per l'italia", così come non valeva il "lo facciamo per l'europa". 
  2. "I panni sporchi si lavano in casa" - mai come ora vale questa citazione. Purtroppo constato che molti non la applicano e tendono sempre a farlo fuori casa, diffondendo mail private alla stampa e raccontando conversazioni private ai media in generale. Questo non solo è lesivo di un movimento in cui teoricamente dovreste credere ma è anche maleducato. State insultando da soli i vostri genitori o chi vi ha educato, perché evidentemente l'ha fatto male.
  3. Se non ti piacciono le regole, si prova a cambiarle, lottando dall'interno, e coinvolgendo la base sul web, non i giornalisti sciacalli che non aspettano altri di massacrare i poveri cristi in parlamento per noi.
  4. Il PD e il PDL hanno distrutto l'Italia e ci hanno ridotto alla fame. Tenete BENE in mente questo se mai doveste pensare di appoggiarli.
  5. Molti nomi fatti dai giornali per identificare i dissidenti sono spesso personaggi eletti al sud. Ricordo a questi che il sud è stato martoriato, abbandonato, sfruttato, deriso, dileggiato, insultato, calpestato e derubato per decenni dagli stessi politici che promettevano sogni e ora promettono cambiamento. Ricordatevelo prima di allearvi con loro.
  6. Se Beppe Grillo vi da fastidio, o si comporta male con voi, fateglielo presente, discuteteci ma ricordatevi che senza di lui voi non sareste al parlamento italiano, sareste ancora dei signor nessuno.
  7. Ma cosa principale, ricordatevi che la rete non dimentica, e la gente non scorda i TRADITORI.


Dissidenti avvisati...

Tremate!