"Nuoto in un mare di merda ma vivo all'interno di un sottomarino"
lunedì 1 luglio 2013
La ri-rivoluzione d'Egitto
In Egitto c'è la rivoluzione, di nuovo. Eh sì, perché se le rivoluzioni sono così istantanee, improvvise e non preparate, poi si finisce per farle male. Voglio dire, una rivoluzione deve essere consistente, preparata e con basi solide. Se no poi si finisce come in Egitto, appunto, dove un anno prima ci sono morti e scontri per cacciare un regime che in parte si ricicla nella rivolta finendo per tornare al potere sotto mentite spoglie e poi, un'anno dopo, ti ritrovi di nuovo le persone nelle stesse piazze, a fare gli stessi scontri, a morire di nuovo(!) per cacciare via il vecchio-barra-(finto)-nuovo regime dal potere. In Italia la rivoluzione sarà anche più lenta, ma sarà radicata, sveglierà le coscienze e muterà la società e le istituzioni dalle fondamenta. Magari stiamo andando molto piano, ma andremo sani e lontano, come dice il detto.
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